Significato ed importanza del vino vegano

Significato ed importanza del vino vegano

Il significato del termine “vegano” oramai è entrato nella quotidianità di gran parte delle nuove generazioni e di quanti frequentano ambienti e arti culinarie ed enologiche.

Cerchiamo di portare un contributo a coloro che ne sentono parlare in lontananza ma ignorano il concetto ed il contenuto.

Bisogna necessariamente avere come punto di riferimento e di partenza Donald Watson.

Nasce a Mexborough il 2 settembre 1910, una cittadina di 15mila abitanti situata nello Yorkshire e distante 70 km da Manchester.

All’età di dodici anni, qualcuno asserisce a quattordici, nella fattoria di uno zio assiste all’uccisione di un maiale e ne rimane sconvolto.

Lentamente si avvicina al vegetarismo ed entra a far parte della Vegetarian Society inglese.

Chi pratica il vegetarismo rinuncia consapevolmente a carne e cibi proveniente da animali uccisi, compresi pesce e prodotti derivati.

Le convinzioni di Watson non collimavano eccessivamente con quelle della Vegetarian Society e così invece di formare un gruppo tutto suo all’interno dell’associazione una sera chiacchierando con la sua fidanzata, Dorothy Morgan, le espose talune perplessità ed inventò il termine “vegan”, ossia la testa e la coda di vegetarian (vegetariano, ndr) poiché da quel momento avrebbe cambiato il modo di pensare e di agire vegetariano.

Il nome sarebbe dovuto essere provvisorio ma si diffuse così rapidamente ed è rimasto sin da allora “vegan”.

E così nelle linee guida della nuova Vegan Society vige il concetto di rispettare la vita degli animali ed il massimo rispetto per la vita dell’uomo, tradotto nella vita quotidiana diventa un rifiuto di acquistare, usare e consumare, per quanto possibile, prodotti derivanti dallo sfruttamento e dall’uccisione degli animali,

Nell’elenco dei cibi vietati sono inclusi carne, pesce, uova, latte, miele, loro derivati e trasformazioni.

Ma il vino che c’azzecca con la carne, con il pesce e con gli animali?

C’azzecca, c’azzecca, perché nella produzione del vino, oltre all’uva, possono essere utilizzati in cantina coadiuvanti tecnologici e alcuni di questi possono essere di origine animale.

I “coadiuvanti tecnologici” sono sostanze, organiche o inorganiche, utilizzate per favorire il processo desiderato, ma che vengono eliminate successivamente.

I più consumati sono i cosiddetti “chiarificanti”, che sono sostanze attraverso le quali si fanno passare i liquidi alimentari (il vino in particolare) per renderli limpidi e togliere loro le impurità.

Le particelle in sospensione possono venire trattenute per assorbimento (utilizzando, ad esempio, cellulosa) o per arresto superficiale (utilizzando, invece, farine fossili).

I chiarificanti di origine animale sono l’albumina d’uovo, la caseina e i caseinati, la colla d’ossa, la colla di pesce, la gelatina.

Tutti derivati di origine animale.

Per produrre un vino vegano, è vietato l’impiego di qualsiasi tipo di derivato di origine animale, come sono ad esempio l’albumina d’uovo, la caseina o i caseinati, l’ovoalbumina e la lisozima da uovo, in qualsiasi fase della produzione quindi anche nel confezionamento e nell’uso delle colle per l’etichettatura.

Questi derivati possono invece essere impiegati nelle produzioni “vegetariane” e nelle produzioni convenzionali.

Sino a pochissimi anni fa il termine “vegano” era pressoché sconosciuto, oggi i consumatori sono sempre più attenti alle caratteristiche degli alimenti che consumano e in modo particolare all’assenza di ingredienti ottenuti con l’uccisione e lo sfruttamento di animali.

Questo tipo di sensibilità è decisamente in aumento in Italia, ma anche all’estero, in particolare nel mercato tedesco.

La notevole crescita del vegano la si riscontra anche al Vinitaly dove lo spazio concesso ai vignaioli vegani lievita di anno in anno.

Giovanna De Biase, Laura e Giovanni Marino dal 2018 hanno ottenuto la Certificazione per produrre vino vegano, la Cantine De Biase è l’unica azienda lucana ad utilizzare un tale processo di lavorazione ed una delle poche del Paese.

Coraggio, intraprendenza e lungimiranza.

bbg