La vendemmia 2021 è da cinque stelle

La vendemmia 2021 è da cinque stelle

“Questa sarà un’annata che ricorderemo a lungo. Già le settimane antecedenti alla vendemmia mostravano dei grappoli che promettevano profumi e aromi meravigliosi, le promesse sono state mantenute e in cantina l’odor del mosto ti inebria. A mio parere siamo da cinque stelle o se si vuol esser cauti e a briglia corte tranquillamente si può affermare che sarà un’annata a quattro stelle super”

Neppure l’ombra di qualche fugace dubbio pervade la previsione di Giovanna De Biase. D’altronde la sua testimonianza è più che attendibile visto che la vigna la vive dodici mesi l’anno e la conosce millimetro per millimetro.
“Però sull’altro piatto della bilancia mancano diversi quintali rispetto alla passata vendemmia, comunque meglio così. Dopotutto è la nostra filosofia aziendale: la qualità innanzitutto. Sin dal primo giorno la Cantine De Biase non ha mai avuto dubbi su come gestire l’intera filiera dai filari alla cantina, all’imbottigliamento, alla spedizione. Sempre la qualità in ogni operazione”.
Coraggio che non vi è mancato nel momento della scelta quando avete deciso di optare per il biologico ed il vegano.
“Precisamente, sino ad oggi siamo l’unica azienda lucana ad aver intrapreso quella strada, ci è costato enormi sacrifici ma rifaremmo per intero l’identico percorso”.
Quasi due anni di sacrifici e di clausura hanno messo in crisi parecchi aziende.
“La pandemia ha colpito tantissimo il nostro settore e quello del turismo che è collegato al nostro. Con la chiusura obbligata di ristoranti, pubblici esercizi, alberghi, per noi è stata una enorme perdita economica che è stata bilanciata parzialmente con un incremento a privati, ma si è trattato solo di una parziale ricompensa. E seppure il nostro export è modesto, le esportazioni ne hanno risentito enormemente e la ripresa in quel comparto è ancora più lenta”.
Il soccorso sul quale confidavate, enti pubblici e Regione, è venuto meno.
“Abbiamo dovuto far ricorso esclusivamente alle nostre risorse, dalla Regione Basilicata neppure le briciole. Abbiamo la pratica ferma a Potenza per la richiesta di contributi a sostegno degli investimenti nelle aziende agricole per favorire la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della sottomisura 4.1. Nessuno ci comunica nulla e nessuno sa dirci dove giace la pratica. Stiamo tentando di fissare un appuntamento a Potenza per comprendere meglio ma è un’impresa titanica”.
È la storia che si ripete. L’imprenditore meridionale è abbandonato alle sue risorse, salvo poi leggere che numerosi stanziamenti europei tornano a Bruxelles perché inutilizzati.
“Questa è la realtà. Però noi proseguiamo e guardiamo avanti”.
In simili casi dovrebbe intervenire anche il Consorzio per la Tutela del Grottino Dop.
“Al Sud è molto difficile fare squadra, costituire associazioni e consorzi efficienti che lavorino per la collettività. Viviamo di individualismi e non comprendiamo che lo stare insieme, il fare gruppo genera vantaggi per tutti. Noi siamo una piccola realtà e se non convogliamo le nostre energie in una sola direzione molto difficilmente riusciremo ad emergere e a svilupparci secondo quelle che sono le nostre potenzialità”.
Eppure ad un tiro di schioppo si trova Senise salita alla ribalta nazionale con il Peperone di Senise Igp, dove esiste un Consorzio al quale non mancano le idee e la voglia di concretizzarle.
bg

it_ITItalian