Germogliamento e fioritura lasciano ben sperare

Germogliamento e fioritura lasciano ben sperare

Sono ancora nitide le immagini di quel primo maggio milanese quando di pomeriggio oltre 30.000 tifosi interisti si assieparono uno sopra l’altro in Piazza Duomo senza mascherine per festeggiare la vittoria in campionato dei nerazzurri. 

Il diagramma del covid si è disinteressato del tutto e non si è registrato alcun incremento di positivi. Zero. 

Nel silenzio parecchio imbarazzante di scienziati, o presunti tali, e dei media nazionali. 

Nessun accenno, nessun commento.

Finalmente il governo centrale ha iniziato a concedere permessi di apertura ai locali pubblici dopo averli trattati per oltre un anno come i responsabili della catastrofe covidiana. 

I politici si sono dimenticati dell’importanza dell’agricoltura e del settore vitivinicolo che rivestono nell’economia nazionale ed in particolare nell’export.

I nostri vignaioli, come succede sempre, non si sono distratti e si sono preoccupati delle viti e della cantina. 

È in questi giorni che si inizia a leggere il futuro della prossima vendemmia. 

Sono settimane in cui bisogna preoccuparsi della peronospora e dello oidio mentre si effettuano i lavori di spollonatura e di scacchiatura. 

In sostanza ci stiamo avvicinando al periodo in cui nella vigna bisogna stazionare sette giorni alla settimana.

Giovanni Marino è parecchio sorridente e fiducioso, non fa nulla per nascondere il suo bicchiere sempre mezzo pieno e questa volta si spinge un tantino oltre.

“Il germogliamento e la fioritura sono stati magnifici e aprono le finestre a favorevoli previsioni. Il mio pensiero va alle migliori annate, azzardare previsioni a giugno è leggermente avventuroso per cui è preferibile coltivare gli auspici in cuor proprio. Però sinora tutto è proceduto secondo i desideri, nella campagna le profezie a medio e lungo termine lasciano il tempo che trovano”.

Il tempo, però, vi ha dato una mano.

“Diciamo che non ci è stato avverso ed è sufficiente gettare uno sguardo tra i filari per rendersene conto. Il nostro impegno è sempre massimo come pure la dedizione”.

Le altre buone nuove giungono dalla riapertura di ristoranti, enoteche, vinerie e catering.

“La chiusura di migliaia di pubblici esercizi ha procurato delle ferite che per rimarginarsi ci vorranno tanti mesi e forse anni. Il nostro territorio e la nostra regione è leggermente distante dal turismo di massa e vive di piccoli numeri che possono facilmente entrare in crisi per cui va curato e coccolato col massimo riguardo. È importante che qualcosa inizi a smuoversi”.

Stesso discorso con l’export.

“Avevamo allacciato buoni rapporti con importatori svizzeri ed inglesi ma la pandemia ha bloccato tutto. Proprio in questi giorni ci sono stati contatti che, auspichiamo, abbiano un seguito produttivo”.

Ovviamente avete annullato la partecipazione ad alcune manifestazioni fieristiche.

“Sia quelle nazionali che quelle estere sono state annullate, abbiamo ricevuto l’invito ad esporre tra agosto e settembre ma ovviamente abbiamo declinato in quanto sono giorni in cui la presenza tra i filari è indispensabile e non possiamo concederci distrazioni”.

bg

it_ITItalian